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SCARPE DA DONNA

"Chaussures, mon amour!" Si sa, nell’armadio di una donna non ci sono mai abbastanza scarpe. E chi non ha mai sognato di possedere un’intera cabina a loro dedicata in perfetto stile Carrie Bradshaw? Dai classici mocassini di Gucci ai vertiginosi tacchi di Jimmy Choo. Dagli stivaletti di Alexandre Vauthier, alle sneakers in perfetto stile streetwear come quelle targate Balenciaga e Off-white. La nostra selezione di scarpe da donna presenta un’ampia gamma delle calzature più iconiche del mondo.

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ISABEL MARANT Stivale Riria In Pelle Scamosciata Nera 1215.00 €
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Incarnando allo stesso tempo un'estetica di design orientata alla funzione e una conservazione favorevole a un fascino iperfemminile, le scarpe da donna offrono innumerevoli opportunità stilistiche per chiunque le indossi. 

Diciamoci le cose come stanno. Se “Gli uomini preferiscono le bionde” fosse girato ai giorni nostri, Marilyn Monroe probabilmente canterebbe “Le scarpe sono le migliori amiche di una ragazza”.
Tanto è vero che, contrariamente al passato, attualmente nel guardaroba femminile è facile che il numero di scarpe sia nettamente superiore a quello dei gioielli.
Ebbene si, inizialmente create con la semplice funzione di protezione del piede, la scarpa è diventata negli anni, l’accessorio capace di risaltare qualsiasi look e spesso, è anche quello su cui si investe maggiormente.

L’amore smisurato per la scarpa, al contrario di ciò che si possa pensare, non è un fatto recente. Si ipotizza che la pioniera di questa ossessione fu la moglie di Enrico II di Francia, Caterina de’ Medici che, nella metà del XVI secolo, iniziò a portare i tacchi alti, fino ad allora riservati esclusivamente agli uomini. 
La regina ne era follemente innamorata in quanto la facevano apparire più alta e snella, che poi è il motivo principale per il quale ancora oggi noi le adoriamo!

Effettivamente, la struttura di una scarpa da donna con tacco dona immediatamente una postura diversa: il torace si raddrizza, le gambe sembrano più lunghe e affusolate e il fondoschiena si solleva. Che dire, niente male come effetto per un semplice accessorio!

La vera e propria nascita delle scarpe da donna con i tacchi risale invece intorno al XII secolo, quando le cortigiane erano solite usare scarpe da donna senza lacci con la punta pronunciata, le stesse che daranno poi i natali alle décolleté. 

Durante gli anni ’30 dello scorso secolo, la musica jazz e il proibizionismo dell’epoca fa si che, un pò per comodità e un pò rigore costringano Coco Chanel a mettere sul mercato delle décolleté a tacco basso (oggi conosciute come “kitten heel”). Queste, raggiungono poi l’apice del loro successo quando compaiono ai piedi dell’icona di stile per eccellenza di quell’epoca: Audrey Hepburn. Da quel momento in poi, non v’era donna che non ne possedesse almeno un paio nella propria scarpiera. 

Questo trend viene poi ripreso negli anni ’80 e ’90 quando, con l’incremento delle donne lavoratrici, case di moda come Giorgio Armani e Fendi soddisfano il bisogno di una scarpa da donna elegante, ma comoda che si abbinasse perfettamente ai tailleur in voga in quel momento.

Diversamente accade invece negli anni ’50 quando, le sirene del grande schermo come Marilyn Monroe e Jayne Mansfield lanciano la moda dei tacchi a spillo. 

Agli esordi di quel decennio, una nuova tecnologia chiamata “estrusione” porta un’evoluzione non da poco nell’ambito della moda: la nascita di tacchi sottili come matite che magicamente ancora riuscivano a sostenere il peso di una donna. E la palma d’oro di questa scarpa da donna spetta allo stilista francese Roger Vivier. Qualche anno più tardi, sono i calzolai italiani i primi a rinforzare questo tipo di tacco infilandovi nel centro, un tondino di ferro facendo si che questo potesse arrivare anche ad altezze di 12 cm. Questo stile trova poi una nuova vita negli anni ’70 grazie ai tacchi a spillo di Manolo Blanhnik che soprattutto negli anni ’90 si trovano a calcare i più famosi red carpet ai piedi di quasi tutte le attrici.

Simili alle décolleté per l’apertura sul collo del piede, sono invece le ballerine che invece si differenziano per l’assenza totale (o quasi) del tacco e da sempre sono simbolo di una femminilità principesca e fatata
Popolari già nel XIX secolo (allora denominate babbucce), in realtà nascono un secolo prima quando la danza, allora un’arte riservata ai nobili, veniva eseguita con delle scarpe con tacco che, oltre essere scomode, ne limitavano i movimenti. La prima che osò modificare le proprie scarpette da ballo, andando appunto a rimuovere il tacco, fu Marie Camargo, una danzatrice francese. Da quel giorno, progressivamente, tutti i ballerini cominciarono a volere scarpe più comode. Nonostante le limitazioni e le problematiche che i tacchi affliggevano, si tratta comunque di un cambiamento abbastanza lento, che diventa definivo solo all’inizio del ‘900 grazie a quelle che saranno poi considerate il prototipo di riferimento per le scarpe da danza. 
Negli anni ’30 del secolo scorso invece, il calzolaio Jacob Bloch inizia a realizzare delle scarpe da danza con materiali più resistenti, ma è il 1947 che vede la nascita delle ballerine così come le conosciamo oggi, grazie a Rose Repetto. Fondatrice dell’omonimo brand tutt’oggi in voga, ne realizza infatti un paio per suo figlio, il ballerino Roland Petit che necessitava all’epoca di una versione ancor più robusta.
Queste scarpe infine, raggiungono l’apice della popolarità negli anni ’50, quando la stessa Repetto creò un modello ad hoc per Brigitte Bardot nel film “E Dio creò la donna”, mentre negli stessi anni, Audrey Hepburn sceglie per i suoi film, le ballerine di Salvatore Ferragamo.

Un modello di scarpe da donna molto simile alla ballerina invece è la Mary Jane composta anch’essa da una struttura a pantofola, ma differisce per il classico cinturino che attraversa il collo del piede. La sua storia risale agli inizi del 1900 e deriva da quello di un personaggio di fumetti, la Mary Jane della striscia di Buster Brown sul New York Herald, famosa per indossare solo questo modello di scarpa. Inizialmente, erano scarpe prodotte solamente per gli scolari fino all’avvento degli anni ’60, quando le ultime generazioni scelgono di ispirarsi al look delle ragazzine ispirate soprattutto dalla loro comparsa ai piedi di Twiggy per mano di Mary Quant. 
Da allora anche gli stilisti dell’alta moda francese come Yves Saint Laurent e Dior presentano nelle loro collezioni le Mary Jane spesso in vernice, con tacchi bassi e solidi e punte affusolate.
Queste scarpe diventano poi memorabili negli anni ’90 quando Courtney Love nella sua battaglia per sovvertire i tanto amati look degli anni ’60, le sceglie come simbolo di rivendicazione della propria sessualità e del proprio aspetto. Questo crea un vero e proprio sconvolgimento nel mondo della moda e vede brand di abbigliamento come Marc Jacobs e Comme des Garçons, così come quelli di scarpe ad esempio Manolo Blahnik e Jimmy Choo, adattarsi a questo trend nelle proprie collezioni. 

Un altro modello di scarpa da donna che lascia il collo del piede scoperto, seppur in questo caso parzialmente, è il mocassino e può essere di due tipi: morbido o rigido. Inizialmente una scarpa prettamente maschile, oggi è parte integrante anche della scarpiera femminile. Morbidi, leggeri e privi di suola rigida, i mocassini sono per eccellenza la comodità fatta a scarpa e per questo sin dai suoi esordi ebbero immediato successo soprattutto tra gli hippie degli anni Sessanta. Il modello rigido, chiamato anche Penny Loafer, diventa famoso ai piedi di James Dean negli anni Cinquanta, in abbinamento a un giubbotto di pelle. Di pelle, senza lacci è una calzatura casual dalla tipica cucitura a U sulla tomaia ed è dotata da suola e tacco in cuoio rigido. Il mocassino fu poi imitato negli anni Novanta da Michael Jackson che sceglie di personalizzarli con un paio di calzini bianchi per il video “Off the Wall” e “Thriller”Da lì passò pochissimo tempo prima di vedere in passerella un paio di mocassini di Gucci che, ancora oggi, è uno dei prodotti di punta della maison.
Le versioni che troviamo attualmente sul mercato possono avere la suola di gomma in entrambi i modelli, sia rigidi che morbidi, ma ciò che invece non manca mai è la tipica cucitura in vista ormai segno distintivo dei mocassini. 

Secondo alcuni studi sulla riflessologia plantare, le scarpe da donna sono diventate un oggetto del desiderio anche perché ogni parte del piede riflette una parte del corpo. Ad esempio, se il tallone rappresenta l’area pelvica e la radice il cervello, indossare un bel paio di sandali di Birkenstock dovrebbe equivalere ad una coccola total body! Inizialmente odiati dai seguaci della moda, il primo modello che fu messo in commercio dal marchio tedesco negli anni ’60, fu invece accolto con gran furore dagli hippie e dalle casalinghe dell’epoca. Oggi, invece quello stesso modello, caratterizzato dal tipico plantare che segue perfettamente le forme anatomiche del piede, ha ispirato molti brand del lusso.
A partire dalle passerelle di New York dove questi sandali si trasformano in ciabattine secondo la visione di Zimmermann, a quelle italiane dove assumono invece la struttura ad una sola fascia come accade per le slide di Valentino Garavani. Perfetti da abbinare agli abiti a caftano o a tunica, una volta indossati ai piedi avrai immediatamente la sensazione di sentirti in vacanza.

I sandali sono probabilmente le scarpe più primitive al mondo, pare che infatti le prime tracce della loro esistenza risalgano al 7000 a.C. ma l’apice della loro fama si raggiunge grazie agli antichi antichi Romani. In quell’epoca i primi ad indossarli furono i militari dell’antica Roma, i quali erano divisi tra soldati semplici e ufficiali e si differenziavano a seconda dell’allacciatura della scarpa: bassa alla caviglia per i primi e alta fino al ginocchio per i secondi.
Oggi questa scarpa può assumere molte anime, da quella rock come il modello alla schiava dei sandali di Bottega Veneta, a quella romantica come quelli proposti nella selezione scarpe di Miu Miu.
Facendo un balzo avanti nel tempo, è negli anni Novanta e più precisamente nel film Sex and The City”, che queste scarpe da donna diventano il simbolo dell’eleganza. Simili a quelli piatti, questi sandali con i tacchi semplici hanno un tocco di glamour in più, grazie al tacco sottile, solitamente a spillo e ai cinturini che attraversano il collo del piede.
In realtà queste scarpe da donna iniziano a comparire già nei teatri dell’antica Grecia dove, per essere visti meglio dalle ultime file, gli attori facevano apporre dei rialzi alle suole dei propri sandali; mentre le donne del XVI secolo erano solite indossare le “chopine”, scarpe che potevano raggiungere fino ai 60 cm di altezza. 

In tempi più recenti fu Salvatore Ferragamo a realizzare ben due tipi di sandali molto simili alle chopine, usando invece delle suole di sughero: da qui si ha la nascita delle zeppe e delle scarpe platform. Quest’ultime hanno suola solitamente in cuoio esageratamente spessa e possono essere sia con suola unita tra la punta e tacco che il plateau separato. Certo è, che queste scarpe hanno e donano allo stesso tempo un aspetto veramente eccentrico!
La prima cosa che viene in mente, pensando alle scarpe platform, è la mania per la discomusic degli anni Settanta che influenzò non solo gli appassionati del genere, ma anche anche divi rock-glam come Elton John e David Bowie che nelle loro esibizioni indossavano zatteroni alti 15 centimetri. E’ impossibile non riconoscerle, sono proprio quelle scarpe che, nel 1993, colpa della loro altezza di ben 25 cm, furono responsabili della caduta vertiginosa di Naomi Campbell, avvenuta in passerella durante la sfilata di Vivienne Westwood a Parigi.
Incidenti a parte, allegria è la parola chiave che contraddistingue questa scarpa da donna. Da quando diventarono il simbolo delle Spice Girls, nel corso degli anni vengono accantonate negli armadi per poi fare capolino di nuovo ai nostri piedi. Attualmente sono stati riproposti non solo a mo’ di stivali, come nel caso dei sandali platform di Marni, Gianvito Rossi e Dries Van Noten. 

Le zeppe invece hanno solitamente una suola spessa di sughero come nei modelli proposti da Giuseppe Zanotti, mentre ultimamente Prada sta lanciando delle rivisitazioni con suola in cuoio verniciata. Tuttavia, mentre nelle platform il tacco si ricava intagliando la suola, in questo caso invece la suola rimane unita, più bassa davanti e più alta dietro, in modo che il tallone risulti sollevato.

Una suola simile a quella delle zeppe la troviamo anche nelle espadrillas, anche se spesso sono proposte nella variante dalla pianta bassa. Queste scarpe da donna, tipicamente estive, sono simili a un sandalo nella versione con tacco e ai mocassini nella versione piatta e in entrambi i casi, la tomaia è realizzata in tela di cotone. Le espadrillas sono perfette da abbinare a un abitino leggero o a un paio di shorts così come accade nelle ultime collezioni di Kenzo e Saint Laurent. 

Un’altra evoluzione del sandalo, che però tarderà ad arrivare nel guardaroba femminile è il sabot
Questo modello di scarpa femminile era proibito infatti alle donne fino al XVII, in quanto era considerato assai scandaloso perché esponeva una parte del piede. Aperti nel tallone, i sabot erano calzature stravaganti, fatte di seta e raso e spesso decorate da ricchissimi ricami. 
Oggi i sabot sono stati rilanciati in modalità 2.0 e rinominati mules. Posso essere a suola piatta o con tacco di diverse altezze e larghezze e la tomaia può essere aperta solo sul tallone o anche sulla punta. Un esempio odierno di questa scarpa sono le mules di Amina Muaddi che, non solo rilanciano il sabot, ma anche il tacco a rocchetto, dalla caratteristica forma a clessidra tanto amato dal Re Luigi XV.

Un’alternativa alle mules, è decisamente la slingback, una calzatura caratterizzata da un cinturino alla caviglia che abbraccia solo la parte posteriore del piede, dai lati fino dietro al tallone. Forme eleganti, materiali di alta qualità e colori sofisticati rendono le slingback di Aquazzurra, la scarpa perfetta per ogni momento della giornata. Versatili e raffinati, sono l'aggiunta perfetta al guardaroba della donna sofisticata e moderna.

Nell’immensa e variegata moltitudine di scarpe da donna, non possono mancare gli stivali che da calzatura prettamente maschile ora è diventata il chiodo fisso della scarpiera femminile.
Al contrario di altri modelli visti fin’ora, gli stivali hanno una storia pressochè recente. Risalgono infatti al XVII secolo quando vennero indossati per primi dai soldati, in quanto adatti a percorrere i terreni più difficoltosi. 

Durante la Seconda Guerra Mondale invece, i classici stivali si trasformano in anfibi: stivaletti allacciati con otto occhielli e una suola carrarmato in gomma. In epoca moderna, questi diventano elemento irrinunciabile di ogni guardaroba quando, un’azienda inglese specializzata in calzature e molto amata nel mondo della moda e della musica, ne lancia un modello che segnerà la storia di questo stivale, stiamo parlando degli anfibi di Dr. Martens. Da quel momento, non esisterà un appassionato di genere ska, rock, grunge e punk che non ne abbia almeno un paio. Ai piedi delle donne, questo modello arriverà invece negli anni ’90 grazie alle principesse del “garage rock”, una su tutti, Courtney Love che darà un’impronta piuttosto aggressiva al proprio look indossando proprio un paio di anfibi. 
Gli anfibi da donna oggi sono stati riproposti in varie altezze, dalla caviglia fino al ginocchio, come i combat boots di Prada, ma quelli che ultimamente si sono fatti largo nelle passerelle di tutto il mondo sono quei modelli in pelle spessa, senza lacci e con suola platform che troviamo tra le proposte in versione più classica come accade per Bottega Veneta fino a quelle più streetwear come per gli anfibi di Balenciaga.

Gli anni Sessanta invece, renderanno gli stivali da donna uno dei simboli della disco-music. In quel decennio si chiamavano Go-Go Boots e il primo a lanciarli fu André Courrèges ispirato dal clima di grande energia di quell’epoca. La prima discoteca americana, la “Wishkey A Go-Go” sconvolse tutti proprio includendo nel suo spettacolo delle ballerine in stivali di vernice e minigonna che danzavano a ritmo di “These Boots are Made for Walking” di Nancy Sinatra. Vi lascio immaginare la ressa ai negozi di scarpe dopo quell’evento!
Oggi, questo modello è parte integrante del mood anni ’70 targato Gucci, ma allo stesso tempo non possiamo non menzionare la versione più moderna di questi stivali: i Tabi di Maison Margiela, che alla forma classica dei Go-Go Boots affianca il taglio della punta che si ispira alle tradizionali calzature giapponesi, in una rivisitazione avanguardista, che cattura in pieno quello che è lo spirito ribelle della maison.

La storia degli stivali, seppur breve, include una vasta gamma di modelli a partire dagli stivali da cowboy (o camperos, texani). Questo stivale arrivò in Messico grazie ai conquistatori spagnoli e da lì si diffuse negli Stati Uniti, soprattutto in Texas e Kansas dove, i calzolai crearono la versione pensata appositamente per i mandriani che percorrevano con il loro bestiame le piste che collegavano i due stati. 
Negli anni ’20 e ’30 gli stivali da cowboy sono diventati oggetto di moda grazie ai film e alle trasmissioni radiofoniche sul selvaggio West. Ma è negli anni ’50, quando i rodei divennero una forma popolare di intrattenimento e la musica country iniziò ad essere ascoltata da tutti, che la popolarità degli stivali texani salì alle stelle. 
Parte di questa ascesa fu anche grazie al loro uso nelle varie pellicole hollywoodiane. Da un lato un’affascinante Marylin Monroe, dall’altro il mitico John Travolta, immortalati con i texani ai piedi, fu una vera e propria bomba a livello di marketing, tale per cui ancora oggi, queste calzature sono tra le nostre preferite nell’armadio. Simbolo di un look da duri, i camperos diventano negli anni ’80, la miglior opzione delle clubber dello Studio 54 per poter ballare comode tutta la notte. 
Con l’arrivo del nuovo secolo però, gli stivali da cowboy hanno subito una crudele svalutazione a causa di artisti e pop star che ne hanno indossato, nei primi anni del 2000, versioni poco lusinghiere.
Per fortuna, la ribelle icona di stile Kate Moss, riporta credibilità a questo stivale, tanto da ispirare il nativo del Texas Tom Ford a reinventarlo per l’alta moda. 
Oggi, le proposte variano dalle più classiche come i texani di Isabel Marant mentre Casadei li reinterpreta con pellami pregiati e traforati e Givenchy vira sulla femminilità estrema, mantenendone la forma, ma aggiungendo un tacco più alto.

Altre scarpe da donna che fecero il loro ingresso insieme alle décolleté negli anni ’50 furono gli stivali con tacco a spillo.
Nati con un animo aggressivo, soprattutto quelli in vernice come gli stivali di Saint Laurent (i preferiti da Naomi Campbell), oggi sono invece realizzati anche in pelle morbida, rendendoli più versatili e mansueti adatti anche ad outfit per il giorno grazie all’utilizzo di colori tenui o neutri come gli stivali di Sergio Rossi.

Un’altra vera e propria mania nei confronti delle scarpe da donna, è quella che riguarda le sneakers.
Nata nel XVI secolo, è tra tutte la scarpa che subisce maggiori evoluzioni soprattutto da parte di brand che negli anni hanno investito moltissimo in termini di materiali come le sneakers di Nike che da sempre sono quelle a più alta prestazione soprattutto per il mondo dello sport agonistico. 
Con l’avvento delle subculture, questa scarpa diventa la massima espressione di ogni stile. Ecco che compariranno un bel paio di Vans ai piedi delle skaters, così come un paio di Converse per tutte quelle seguaci della musica grunge innamorate del mitico Kurt Cobain.
Negli ultimi anni invece, con la nascita dello stile streetwear, tantissimi brand sportivi come Adidas o Reebok hanno ceduto a questo trend proponendo sneakers ad hoc per la vita di tutti giorni. 
Questo fenomeno non rimane indifferente nemmeno alle più grandi maison di moda. Ecco infatti che, le sneakers di Balenciaga, Prada e Gucci accontentano non solo il pubblico maschile, ma anche le fan femminili di questa tendenza, creando dei modelli ad hoc spesso attraverso collaborazioni che, danno via via un tocco sempre più glamour a queste scarpe rendendole davvero affascinanti e iperfemminili. 

 

Insomma che dire di più? Su SHOPenauer trovi una moltitudine di collezioni di scarpe da donna tutte accomunate da un’unico obiettivo: farti innamorare!

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