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T-SHIRT DA UOMO

Ci troviamo di fronte al capo che supera decisamente i confini della moda e accompagna il percorso della società moderna in tutte le sue fasi come un testimone onnipresente, pronto a influenzare ogni cambiamento: la t-shirt da uomo. Da quelle inconfondibili e immortali di Giorgio Armani, ideali per essere portate anche sotto una giacca, passando per quelle dal sapore più glamour come le t-shirt di Valentino o quelle di Saint Laurent arrivando a quelle con un forte impatto streetwear come le magliette di Supreme o Stussy. Su SHOPenauer è possibile acquistare anche le t-shirt di Off-White, Balenciaga o Palm Angels, caratterizzate da un’elevazione verso un lusso che non passa di certo inosservato.

 

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Vi siete mai chiesti come abbia fatto questo capo dalle origini semplici e modeste a diventare così iconico? La t-shirt da uomo, così come la conosciamo noi, oggi è parte integrante dell’abbigliamento ma, fino ai primi anni ’50, era considerata unicamente come un indumento intimo da indossare esclusivamente sotto le camicie. Si tratta di un capo così profondamente radicato nella cultura occidentale, che non ci aspetteremmo mai che abbia un’origine così recente.
Partiamo dal presupposto che definire con precisione la sua data di nascita non è semplice; alcuni prototipo che più si avvicinano alla maglietta si trovano già nel XVIII e XIX secolo, indossati dai marinai della Royal Navy britannica.
Il brevetto di un prodotto invece che si fà letteralmente all’odierna maglietta da uomo, fu depositato nel 1904 dalla Cooper Underwear Company che, sulla base di un completo/collant, elaborò il modello separando la parte del busto da quella delle gambe, togliendo i bottoni e inventando così la Canottiera Bachelor, un capo di biancheria intima in jersey di cotone destinato principalmente agli scapoli.
Grazie alla sua innovativa praticità e facilità di lavaggio, ma soprattutto alla fascia di prezzo piuttosto accessibile, viene presto associato alla classe operaia che disinteressata all’estetica, la preferisce soprattutto per la sua praticità.
Bisognerà aspettare invece fino al 1920, affinché il termine vero e proprio "t-shirt" fu introdotto nel dizionario, grazie a Francis Scott Fitzgerald, che pubblicò per primo questa definizione nel suo romanzo “This Side of Paradise” per descrivere al lettore con immediatezza, l’immagine di quella maglia a forma di T che si stava diffondendo sempre di più.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, invece, sempre l’esercito americano iniziò ad utilizzare la t-shirt da uomo come parte integrante della divisa e, così come accade per tutte le mode derivanti dagli States, anche la t-shirt si diffuse a macchia d’olio negli eserciti di tutta Europa.
Una volta terminata la Guerra invece, i soldati statunitensi tornano trionfanti nella loro patria, portando con sé un clima di spensieratezza che influirà anche nel costume di tutti i giorni, il quale progressivamente abbandonerà la rigidità della formalità orientandosi verso un approccio più casual ed ecco che, le t-shirt da uomo, complice l’immagine dei combattenti prestanti e virili, entrano a far parte, con un certo fascino, nel guardaroba comune maschile.

Per la svolta vera e propria però si dovette aspettare fino agli anni ‘50.
Avete presente Marlon Brando in “Un tram chiamato desiderio”, o James Dean in “Gioventù Bruciata”, no? Ecco, è proprio questo il momento in cui, entrambi i sex symbols, indossano una t-shirt per la prima volta sul grande schermo, consacrandola come capo di abbigliamento per tutti i giorni, e non più solo come indumento intimo. Incarnando perfettamente lo spirito ribelle dei loro personaggi, con le loro t-shirt bianche, dal collo arrotondato e spesso abbinate a un bomber o a una giacca di pelle, i due attori hanno incantato tutti.
Oggi, per ricreare questo tipo di look la scelta non è ampia, di più! Non v’è brand che non includa nella sue collezioni almeno una maglietta classica come ad esempio le t-shirt di Brunello Cucinelli che, abbinate ad un paio di jeans a vita alta e un giubbotto di pelle, faranno di voi un autentico divo del cinema!

Gli anni ’60 invece, decennio di lotte politiche per eccellenza, vede la t-shirt da uomo trasformarsi in un vero e proprio manifesto, diventando così, vetrina di slogan carichi idee rivoluzionarie e desiderose di cambiamento. L’animo ribelle e anticonformista di quel decennio, oggi si può rievocare con un outfit molto semplice: abbinando a un paio di flare jeans e a una giacca stile eskimo, delle t-shirt con stampa, come ad esempio quelle dei brand Vetements e Iuter. 
Lo spirito di questo periodo, che veicolava messaggi di amore e pace, si trovava in completa sintonia con la musica di allora: sono infatti anche gli anni della musica beat e del pop rock targato Beatles. In questo caso, le t-shirt da uomo di Gucci, sono perfette per tornare indietro in quegli anni e rievocare lo stile hippie tipico di Woodstock.

Il decennio successivo, ovvero gli anni ’70, sono invece molto più sfaccettati in ambito di moda, in quanto questa andava di pari passo con la musica. Da un lato abbiamo lo stile punk e dannato dei Sex Pistols, dall’altro quello scintillante ed eccentrico tipico del glam rock di David Bowie. Oggi, questi stili possono essere facilmente replicati entrambi.  Nel primo caso ovviamente, non si può non citare le magliette di Vivienne Westwood, fondatrice per eccellenza del movimento e della moda punk-rock, ma allo stesso tempo sono perfette anche le t-shirt di Alexander McQueen dallo stile sempre provocatorio, dove lo ‘skull’, ossia il teschio, è ormai onnipresente.
Per un look revival glam rock invece, su tutti spicca il brand Saint Laurent, che propone t-shirt da uomo arrichite da borchie, ma allo stesso tempo anche da glitter e paillettes, sdoganando sempre di più quel gap di identità di genere e ridefinendo i confini tra maschile e femminile, caratteristiche che oggi prendono sempre più piede nella cosiddetta moda “genderless”.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, le magliette a maniche corte sono ormai il capo più diffuso nel guardaroba di chiunque complice l’avvento dello streetwear ed è qui che il panorama delle t-shirt da uomo si amplia definitivamente (in tutti i sensi!). Le t-shirt di Nike o quelle di Champion, sono usate come il mezzo più efficace per rendere un prodotto immediatamente riconoscibile, grazie anche al dilagare della cosiddetta logo-mania che oggi ritroviamo anche in marchi di lusso come ad esempio nelle t-shirt di Fendi.
Anche il fit cambia: se prima era più comune trovare magliette che esaltassero la figura, ora tutto si fa più baggy e comodo, e non è inusuale indossarne due per volta: una a manica lunga sotto e sopra, una a manica corta. Per ricreare questo trend oggi, si potrebbero indossare le t-shirt di Carhartt o Palm Angels insieme a quelle a manica corta di The North Face o Vans, abbinate magari a un paio di jeans a gamba ampia e un paio di sneakers in pieno stile anni ’90.
Tra tutti però, ecco che assistiamo in questo periodo alla nascita di un brand che è riuscito a spiccare per essere riuscito ad esprimere al meglio, il valore di questo capo nella totalità del fashion system.
Stiamo parlando delle t-shirt di Supreme che, nel 1994 ampliava il suo skate shop lanciando un prodotto destinato a rivoluzionare il sistema: la Box Logo, una maglietta basica, ma dal fortissimo impatto che inizialmente veniva venduta a $20 e subito dopo, complice il ruolo di status symbol, è riuscita a toccare cifre di resell pari a migliaia di dollari, tra innumerevoli varianti e collaborazioni.

Ed è proprio grazie a questo fenomeno che oggi, il panorama delle t-shirt da uomo è davvero molto ampio (in tutti i sensi!). Tutto ciò ha ispirato infatti, la nascita di molti brand con lo scopo di riaffermare e consolidare questo trend, basti pensare alle magliette di Heron Preston, Gosha Rubchinskiy, Palace Skateboard. Dalle linee prettamente oversize, sono diventate dei veri e propri oggetti di culto, ricercatissime e, per i più fanatici, da collezionare.
Non possiamo poi non citare le t-shirt di Off-White™, brand che, dal canto suo, ha scatenato un’altro tipo di fenomeno ossia, quello dell’elevazione verso il lusso, di un capo di abbigliamento dal carattere prettamente semplice.
Questo ha comportato in brevissimo tempo, ad una fusione più che naturale tra l’alta moda e lo streewear partendo guarda caso, proprio dalla maglietta a manica corta che, in men che non si dica, si ritrova a calcare le passerelle di tutto il mondo diventando la protagonista assoluta nelle collezioni di marchi come Dior, Versace, Prada, Louis Vuitton, senza tralasciare la corrente del minimalismo portata avanti nelle t-shirt di Helmut Lang. Dunque si passa dalla mera funzionalità a una vera e propria scelta di stile, che attraverso il gioco di forme, volumi, materiali e colori stabilisce un nuovo ideale di lusso.
Diverso è invece il caso delle t-shirt di Armani. Re Giorgio infatti, dichiarandosi lui stesso “t-shirt dipendente”, tanto che, non solo ha fatto di questo capo, la sua divisa personale ma, pur mantenendone la semplicità, è riuscito a renderla sexy ed elegante allo stesso tempo adattandola a qualsiasi contesto.

Gli anni 2000 invece, beh che dire, il periodo che ha visto più mode contemporaneamente in soli 10 anni. Insomma c’era di tutto e di più ma, c’era un trend in particolare, seguito da tutti gli uomini del pianeta: quello della t-shirt senza maniche, proprio come quelle indossate dal sex-symbol per eccellenza di quegli anni: David Beckham. Questa moda è poi stata riportata in auge oggi e rivisitata in chiave avanguardistica e in molteplici tessuti, come accade ad esempio nelle t-shirt di Issey Miyake.
Infine, troviamo un altro filone nato in epoca contemporanea che ha re-inventato la maglietta secondo i propri dettami stilistici: i brand di avanguardia del filone gotico.
Un esempio sono le t-shirt di Rick Owens che, grazie a tagli trasversali, cuciture a vista e vestibilità ultra-lunga ha saputo re-inventare il capo più semplice del guardaroba pur mantenendone l’essenza.

Insomma, ad oggi possiamo decisamente affermare che da maglietta della salute, a capo d’abbigliamento di lusso, la t-shirt da uomo ne ha davvero fatta di strada!

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