Schiaparalien - fashion from Mars
Con Schiaparelli si è dato il via ufficiale alla Haute Couture Primavera Estate 2024 regalando uno show cosmico ispirato agli studi scientifici dello zio di Elsa Schiaparelli, Giovanni Schiaparelli. Giovanni fu il direttore dell’Osservatorio di Brera a Milano al quale si deve la coniazione del termine “marziano” e la scoperta di una serie di canali che segnano la superficie di Marte.
Ecco perché il nome “Schiaparalien”: una collezione che si addentra nel mondo alieno all’esplorazione dello sconosciuto e del fantastico con uno sguardo fisso ai codici originali della maison.

Un vero e proprio viaggio tra le galassie con baby-cyborg e abiti 3D dai volumi esagerati e surreali con l’obiettivo di combinare vecchie tecniche di ricamo con artefatti tecnologici contrapponendo così passato, presente e futuro.
Alla guida il direttore creativo Daniel Roseberry ci conduce da Parigi alle terre selvagge del Texas, luogo in cui è nato, rendendo omaggio alle sue radici, catapultandoci poi nell’ultraterreno.

Una collezione che si concentra sul fascino spaziale, sulla smisurata curiosità umana nella costante ricerca della novità e progresso tecnologico ma anche sul concetto di “casa”. Difatti possiamo trovare degli elementi di rimando al mondo west come bandane, fibbie, frange e stivali da cowboy in un perfetto dialogo con l’estetica Schiaparelli.

Un fashion show, che possiamo definire a tutti gli effetti un’esperienza, dove gli occhi erano tutti puntati sulla modella Maggie Maurer, musa ispiratrice di Daniel, la quale indossava canottiera e pantaloni bianchi mentre cullava un bambino robot ricoperto di cristalli Swarovski e circuiti tecnologici. Il look successivo, intitolato “vestito da robot”, ha continuato a esplorare questa fusione di materiali, passando poi ad abiti “creature” e “mutaforme” impreziositi da ricami che ricordano scaglie e squame.
“Oggetti composti da parti familiari che, uniti, creano qualcosa di sorprendentemente nuovo”, ha dichiarato il direttore creativo.

Nascono così esseri di un altro pianeta dove la moda ha più libertà di espressione e di non aderire a un modello accettato dalla società perché omologante. L’ulteriore tentativo del brand è quello di ricercare approcci diversi e se la scienza non ci è ancora riuscita, Daniel Roseberry, con il suo modo di fare moda, prova a immaginarli.
Una collezione che rende omaggio all’ossessione aliena della famiglia Schiaparelli con un impegno al superamento dei confini dell’haute couture e una testimonianza di avanguardia.





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