Bina Mirci
Mentre la piaga del fast fashion si diffonde a macchia d’olio anche in India, prende vita una realtà che si propone di valorizzare la tradizione tessile autoctona rispettando le tempistiche di lavorazione e la manodopera artigianale: Bina Mirci (in italiano ‘senza piccante’). La founder del neonato brand è Giada: ha origini italiane ma da sette anni vive in India, ed è passata da lavorare come designer di accessori per un noto brand di moda alle attività di volontariato presso Shanti Dan, un centro per donne con disturbi mentali ed emozionali.
La bellezza e il rispetto del tempo
Viaggiando, esplorando e studiando Giada racconta di aver scoperto un altro lato della moda: quello che rifugge i ritmi iperveloci a cui la sottoponiamo, in favore della valorizzazione del fatto a mano secondo antiche tradizioni tramandate per generazioni; quello che dà importanza alla ritualità della nascita di un tessuto o di un capo, rispettandone le esigenze. Ha deciso allora di iniziare a collaborare con una ristretta cerchia di artigiani e di piccole realtà affinché fosse possibile coltivare adeguatamente anche i rapporti umani e sostenere il più possibile queste fragili categorie. Proprio per questo, le produzioni Bina Mirci sono edizioni uniche e limitate.
La manodopera femminile dietro ogni dettaglio
Ogni dettaglio delle collezioni è curato nei minimi dettagli: le bamboline in omaggio con ogni acquisto, ad esempio, vengono interamente realizzate con materiali di recupero da un team di donne guidato da Laxmi: una collaboratrice a sua volta co-founder del progetto Sisters Creations. Le etichette personalizzate, invece, vengono prodotte da Calcutta Rescue: una ONG che si occupa di fornire gratuitamente servizi alle famiglie svantaggiate di Calcutta e dei villaggi limitrofi che, tramite l’iniziativa Fairtrade Handicraft Project, ha coinvolto oltre cinquanta donne nella produzione di questi artefatti.
L'etica oltre l’estetica
La filosofia di questo brand prevede dunque che l’etica venga anteposta all’estetica, e questo passa anche attraverso il processo di produzione dei capi che prende avvio a partire dai block makers: membri della comunità dei Kharadi che realizzano le stampe sui tessuti impiegando blocchi di legno intagliatiappositamente per ciascuna fantasia. Ogni modello viene poi ripassato dai sarti che aggiungono i preziosi dettagli che li caratterizzano e che permetteranno a chi li indosserà di assaporare l’essenza dell’India, dando così vita a collezioni variopinte e romantiche con un’aurea orientale senza tempo.
Credits: https://binamirci.com/





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